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SOCIAL CESET

Cari soci, questo è il Network online del CeSET. Una sorta di social network, nel senso che ha quelle stesse funzionalità, ma finalizzato al contatto più facile e continuo fra i soci del CeSET, in futuro forse aperto anche ad altri utenti.

Ci sono diverse funzionalità da poter sfruttare all'interno del network. Chi di voi già usa Facebook avrà vita più facile, perché le logiche sono molto simili: c’è un blog principale, si possono costituire gruppi tematici, si possono pubblicizzare eventi, ecc.

Potete scrivere qualcosa nel blog, iniziare una discussione su un argomento in particolare, creare un evento da pubblicizzare/diffondere, creare un gruppo tematico, o partecipare ad uno di quelli esistenti. C'è inoltre una sezione dove potete inserire pubblicazioni, vostre o di altri, sempre su argomenti pertinenti.

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Il testo pubblicato dell’Analisi Costi-Benefici della TAV non consente di entrare completamente nel merito del lavoro svolto dalla Commissione guidata dal prof. Ponti, ma già nella formulazione disponibile presenta elementi tali da richiedere un primo intervento da parte di una Società scientifica come il Ce.S.E.T. che si occupa di temi estimativi e di valutazione degli investimenti.

Premessa necessaria è che l‘Analisi Costi-Benefici è una metodologia ampiamente diffusa a livello mondiale per la valutazione degli investimenti pubblici basata su un approccio consolidato che prevede modalità di svolgimento ben definite. Gli eventuali elementi discrezionali derivanti da scelte generali di indirizzo politico devono necessariamente essere esplicitati e definiti prima dello svolgimento dell’analisi. Sulla base di tali regole, le valutazioni degli investimenti pubblici possono consentire al decisore pubblico una corretta comparazione degli investimenti alternativi disponibili.

Il documento di analisi costi benefici della TAV, non segue, però, la procedura metodologica adottata internazionalmente. In particolare, è necessario evidenziare due errori concettuali fondamentali della valutazione, entrambi riconducibili a una non corretta individuazione dell’universo di riferimento. Lo studio afferma correttamente che “Lo scopo dell’analisi è quello di stabilire se la società nel suo complesso stia meglio con o senza il progetto” e successivamente precisa che l’analisi costi benefici condotta fa specifico riferimento ad “un’ottica di valutazione europea”. Nello svolgimento dell’analisi si perde sia il riferimento alla società nel suo complesso sia alla dimensione europea. Infatti, nella valutazione non sono considerati gli impatti del progetto sull’intero corridoio strategico della rete TEN-T, che interessa, oltre all’Italia, Ungheria, Slovenia, Francia, Spagna e Portogallo. Quale sarebbe l’effetto della mancata realizzazione della TAV Lione -Torino sull’intero progetto? Dato che i treni ad alta velocità in tal caso, non potrebbero passare sulla linea attuale, ciò comporterebbe il solo mancato risparmio di un’ora di tempo come indicato? Oppure si determinerebbe la necessità dello spostamento della linea a Nord delle Alpi? Con che effetti per l’Italia? Con quali costi?

Sono domande del tutto evitate dall’analisi condotta dal prof. Ponti e che invece influiscono in maniera determinante sul risultato.

Anche prescindendo dal problema di quale sia la “società” da considerare, se quella italiana o quella europea, lo studio contraddice il principio di fondo enunciato dagli stessi Autori: “L’analisi economica valuta il contributo di un progetto al benessere economico complessivo”. Vengono infatti erroneamente considerati come principali costi annuali del progetto le minori accise sui consumi di carburanti e i minori pedaggi autostradali determinati entrambi dal trasferimento dei movimenti merci e passeggeri da autoveicoli a treni. Nella realtà, le suddette mancate entrate  non costituiscono una perdita, ma si configurano come dei meri spostamenti di  risorse fra soggetti sì diversi, ma appartenenti alla stessa collettività e quindi il loro  effetto risulta complessivamente nullo.

Più in dettaglio, per quanto riguarda le accise tutta la manualistica sull’ACB indica come: “Le imposte e le  sovvenzioni  non  costituiscono  costi  o benefici  economici  reali  per  la  società,  ma  semplicemente un trasferimento del controllo di determinate risorse da un gruppo sociale ad un altro” (Guida all'analisi costi-benefici dei progetti d'investimento, UE 2014) e come tali non devono essere considerate nell’analisi. Facciamo l’esempio di un automobilista che paga 1 euro di accise per ogni litro di benzina,: se lui non usa più l’auto, lo Stato percepirà meno accise sulla benzina, ma l’ex automobilista risparmierà altrettanto , con la conseguenza che a livello di sistema Paese la ricchezza rimarrà esattamente la stessa.

Una possibile motivazione dell’errore può risiedere nel fatto che, in alcune Analisi Costi-Benefici, imposizioni fiscali come le accise vengono incluse come costi, ma in questi casi ciò avviene solo perché si ritiene che tali prelievi approssimino il valore delle esternalità negative (ad esempio l’inquinamento) prodotte dal progetto di investimento considerato.  Ne consegue che “In alcuni casi, in deroga alla regola generale, le imposte indirette (o le sovvenzioni) non rappresentano un trasferimento di risorse, ma una modalità per correggere le esternalità ambientali come, ad esempio, le imposte sulle emissioni di CO2. In questi casi, è giustificato includere queste imposte nei costi del progetto” (Guida all'analisi costi-benefici dei progetti d'investimento, UE 2014).

Nel caso della TAV, se si accettasse l’ipotesi che le accise rappresentino un’approssimazione delle esternalità prodotte dal traffico veicolare, una loro riduzione non solo non dovrebbe essere considerata come un costo, ma addirittura dovrebbe essere valutata come un beneficio, in quanto “valore” della riduzione di esternalità negative ottenuta con il trasferimento del traffico su rotaia.

Riprendendo l’esempio precedente, l’impatto complessivo del minor uso dell’auto potrebbe essere valutato a saldo zero per l’aspetto finanziario, ma a saldo positivo per quello ambientale per le minori emissioni che andrebbero a vantaggio di tutti, valutando quindi positivamente la riduzione dell’uso delle auto e non negativamente come invece avviene nell’ACB esaminata dove è considerato solo il minor gettito fiscale.

Per quanto riguarda i pedaggi, valgono sostanzialmente le considerazioni svolte sopra. Una riduzione dei redditi dei gestori autostradali rappresenta un minor costo per gli utenti. Considerare solo il primo aspetto non consente la valutazione degli impatti sul benessere sociale complessivo, anche in relazione agli effetti moltiplicativi che si genererebbero da minori costi dei servizi di trasporto sull’intero sistema economico.

Purtroppo nella relazione vengono considerate le riduzioni delle accise e dei pedaggi, ma non le valutazioni dei corrispondenti benefici per i trasportatori/automobilisti. Il ruolo di queste due voci è particolarmente evidente nel confronto fra i due scenari esaminati. Lo scenario che prevede i maggiori impatti in termini di trasferimento di merci e passeggeri su ferrovia, cioè quello che sembrerebbe giustificare di più il progetto TAV, è quello meno “conveniente” dal punto di vista pubblico, e ciò solo a causa dei maggiori “costi” in termini di riduzione di pedaggi e accise.

Senza entrare nel merito di altre valutazioni, la semplice correzione dei costi ora considerati, lasciando invariati gli altri elementi, conduce a un risultato positivo per la realizzazione della TAV.

 

Il Centro Studi di Estimo e di economia Territoriale (Ce.S.E.T.) è un’associazione con personalità giuridica attiva dal 1976. Essa raccoglie gli studiosi delle materie estimative e di valutazione degli investimenti in un contesto multidisciplinare che comprende gli ambiti economico, giuridico, ingegneristico e architettonico (www.ceset.unifi.it)

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XV Convegno AISSA 2018

Caro Socio, si trasmette per conoscenza la seguente comunicazione da parte di AISSA:

Cari Colleghi,

dopo il Congresso di Campobasso 2017, nel quale abbiamo trattato il tema delle aree interne, eccoci in vista della preparazione del nostro prossimo Congresso nazionale, il XV, che quest'anno tratterà il tema di come la ricerca italiana può contribuire all'intensificazione sostenibile in agricoltura.

Il Congresso si terrà a Bolzano dal 22 al 23 febbraio 2018 è sarà organizzato dalla Libera Università di Bozen-Bolzano con il contributo della Società di Ortoflorofrutticoltura Italiana (SOI).

Tutte le Società scientifiche, tramite loro rappresentanti, sono chiamate a contribuire a tavoli tecnici di lavoro su temi specifici come ad es. zootecnica, vegetale, trasformazione e su tematiche più generali con argomenti più vicini alla percezione del consumatore e della società.

Nel ringraziare i colleghi di Bolzano che stanno organizzando il Congresso ed in attesa di una vostra reazione, invio

I migliori saluti

Marco

Prof. Marco Marchetti

Presidente AISSA

Presidente SISEF

 

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Bando Prin - piattaforma REPRISE

Caro Socio,

in previsione di un prossimo bando Prin e in considerazione della recente informativa del MIUR sul rinnovamento della piattaforma di REPRISE (sito: https://reprise.cineca.it/) per la registrazione dei valutatori, Ti inviterei ad aggiornare il tuo profilo sulla piattaforma o ad iscriverti qualora non lo avessi già fatto.  In particolare, Ti ricordo l’importanza della scelta dei settori ERC e delle parole chiave. E' infatti sulla base di questi due parametri (settore ERC e parole chiave CUN) che verrà effettuata l'assegnazione dei revisori per i progetti PRIN e per i futuri bandi di competenza MIUR.

A questo proposito Ti segnalo che per la prima volta la classificazione ERC prevede un settore specifico per l’area, SH1_12 (Agricultural economics; energy economics; environmental economics). 

La presenza di un adeguato numero di valutatori dei nostri settori scientifico disciplinari con profili ben strutturati costituisce una condizione importante al fine di migliorare le possibilità di accesso ai finanziamenti dei nostri progetti di ricerca. 

Ringraziando per l’attenzione porgo cordiali saluti, 

Leonardo Casini

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AESTIMUM and FUP are delighted to announce that we have been awarded the Directory of Open Access Journals (DOAJ) Seal. The DOAJ only award the seal to “journals that adhere to an exceptionally high level of publishing standards and best practice”, so we are honored to be recognised in this way. 

To be awarded the DOAJ Seal journals must fulfil a set of criteria related to accessibility, openness, discoverability, reuse and author rights. 

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It is a pleasure to announce that AESTIMUM was recently accepted to be indexed in Scopus, one of the most internationally recognized databases in the academic and scientific community, Elsevier’s property. This milestone represents international recognition of the journal's and its published articles' quality . Once the inclusion of articles in Scopus is completed, these will be widely disseminated, searched, accessed and cited.

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Ce.S.E.T.

Il Centro Studi di Estimo, pur essendo ufficiosamente ‘attivo’ dal 1973, si è costituito a Firenze con atto notarile l’8 giugno 1976, a seguito del suo trasferimento da Milano dove era nato nel 1955 con l’autorevole patrocinio di Giuseppe Medici e Aldo Pagani.

Si è così via via ricomposto il tessuto associativo fra docenti, cultori e operatori della disciplina e di altre discipline affini, o comunque aventi legami scientifici e culturali, dando vita ad una operosa attività testimoniata dagli Incontri di Studio, quest’anno alla XXVII edizione, dalle Tavole Rotonde e dai Seminari tenuti a Firenze e in numerose altre città.

Nel 1978 il Centro ha assunto l’attuale denominazione di Centro Studi di Estimo e di Economia Territoriale - Ce.S.E.T. e si presenta oggi con un programma di lavoro allargato, i cui esiti principal sono rappresentati, appunto, dagli Incontri, momento di attenta riflessione su specifici argomenti anche per esperti ed operatori pubblici e privati, e dalle pubblicazioni curate dal Centro.

Dal 22 agosto 1988 il Centro è convenzionato con il Dipartimento di Economia Agraria e delle Risorse Territoriali dell’Università degli Studi di Firenze. Il 2 ottobre 1993 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto Ministeriale 10 marzo 1993 relativo al riconoscimento della personalità giuridica del Ce.S.E.T.

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